In questa pagina potete trovare jpeg illustrativi di spaccati motore e telaio utili per smontare e rimontare il nostro amato mezzo, la Vespa. I vari spaccati riguardano la Vespa 50 -primavera- ET3, ma viste le numerose similitudini, fra i vari modelli, vi potranno essere utili anche nel caso di una Vespa 50 special. (io infatti li ho usati anche per la mia Vespa 50S)
Buon lavoro.
Elenco spaccati Vespa -primavera- ET3
- Intro copertina Vespa ET3 montata.
- Spaccato della frizione e leva avviamento.
- Spaccato del carter, cilindro e albero motore.
- Spaccato volano e bobine.
- Spaccato mozzo ruota posteriore e ingranaggi cambio.
- Spaccato sella e serbatoio.
- Spaccato carburatore e depuratore.
- Spaccato telaio, sacca e cofano.
- Spaccato sospensioni.
- Spaccato sterzo, parafango e mozzo.
- Spaccato manubrio.
- Spaccato trasmissioni.
- Spaccato faro anteriore e fanalino posteriore.
- Schema impianto elettrico.
- Scarica tutto in formato .zip
La nostra storia
La nostra storia, nasce l'estate dell'anno 2000, a Rimini, da un gruppo di vecchi amici, con in comune la passione per la Vespa. Dopo aver ristrutturato le nostre vespe, decidemmo di scannerizzare e mettere in rete gli spaccati utilizzati. Usateli come vi pare, speriamo vi siano utili.
La passione per la Vespa, nel mio caso, è un po più datata. Quando ancora le strade non erano invase dai nuovi scooter giapponesi fatti di plastica e l'ambizione più grande per un quattordicenne era "La Vespa".
Nel mio caso, avevo 15 anni: Il primo motorino, correva l'anno 1991.
Storia della Vespa fino al 2009 (tratto da wikipedia)
Forse la più grande innovazione di questo modello, che contribuì al suo successo planetario, fu la presenza di una carrozzeria portante, che sostituiva il telaio e che copriva integralmente il motore e le parti meccaniche principali, con i risultati di una protezione efficace dalle intemperie e del poter utilizzare finalmente la motocicletta con l'abbigliamento di tutti i giorni, sfatando la nomea della motocicletta che imbrattava il guidatore.
La posizione del motore consentiva la trasmissione diretta dal cambio alla ruota posteriore senza catena, che faceva parte della semplicità progettuale che ha favorito il successo planetario della Vespa.
La prima Vespa aveva una cilindrata di 98 cm3, motore a due tempi, tre marce, accensione a volano magnete, potenza max 3,2 cavalli a 4500 giri che consentivano una velocità massima di 60 km/h e il superamento di pendenze del 20%. Costava all'epoca 68.000 lire e si comprava a rate in una concessionaria Lancia: questo perché nel '46 non era stata ancora creata una rete di distribuzione Piaggio.[senza fonte]
Il prezzo di 68.000 lire, che oggi fa sorridere, equivaleva a diversi mesi di lavoro di un impiegato. Nonostante ciò, la possibilità del pagamento rateizzato fu uno stimolo notevole per le vendite: la Vespa è stato il primo impulso alla motorizzazione di massa in Italia, prima ancora dell'avvento dell'altra grande protagonista, la Fiat 500.
Anche i modelli successivi avevano rigorosamente motori a 2 tempi, cioè funzionanti con miscela di benzina e olio (in una prima fase al 6% e al 5%, successivamente al 2%). Il motore era sostenuto posteriormente dalla carrozzeria portante nelle vicinanze della ruota, il serbatoio situato anch'esso posteriormente dal lato opposto del motore e, perlomeno in alcuni modelli, con la presenza anche della ruota di scorta. Il cambio a 3 o 4 marce era comandato dal manubrio tramite la rotazione della manopola in blocco unico con la leva di comando della frizione.
Con questo modello si inaugura la caratteristica della posizione di guida con le gambe non più separate dal serbatoio e appoggiate su una larga pedana posizionata dietro lo scudo di protezione, caratteristica precipua che si ritrova anche negli scooter odierni.
La Vespa è stata prodotta con varie motorizzazioni. Dalla Vespa 50 cm3 (1963) (per uso dai 14 anni senza patente e rigorosamente senza passeggero), alle 125 cm3 che potevano ospitare anche un passeggero (in particolare il modello Primavera) guidabili in Italia a partire dai 16 anni, fino ai modelli da 150 e 200 cm3 autorizzate anche al transito autostradale.
Nonostante lo scorrere degli anni, Vespa rimane uno degli esempi di design industriale più riuscito al mondo. La sua linea, pur variando nel particolare, rimane inconfondibile nell'insieme: qualsiasi sia il modello, qualsiasi sia l'anno di produzione, le sue caratteristiche fondamentali rimangono impresse a tal punto che l'oggetto Vespa è identificabile in modo univoco. Tanto è vero che come conseguenza di questo successo, la parola Vespa oramai sta ad indicare un genere di veicolo: lo scooter.
L'unico scooter "rivale" dell'epoca degno di nota è stato la "Lambretta" della Innocenti, nata un anno dopo, ma che ha cessato di essere prodotta in Italia nel 1971.
Vespa 125 ET3 Primavera (tratto da wikipedia)
La Vespa 125 ET3 Primavera nasce nel 1976 affiancando un modello già in produzione, la Vespa 125 Primavera. Da questa la ET3 si differenzia da un punto di vista tecnico grazie ad una nuova accensione elettronica gestita da centralina Ducati, non più a puntine platinate. Questo, oltre a garantire una pronta accensione in ogni condizione, permette al motore di "girare" agli altri regimi con maggiore regolarità a tutto vantaggio delle prestazioni.
Altra novità è la presenza di tre travasi nel cilindro anziché due (ET3=Elettronica 3 Travasi) che danno alla Vespa ET3 più spunto e maggiore velocità di punta. Una nuova marmitta "a siluro" simile a quella già montata da Piaggio sulla 90SS, una sella più accogliente e gli adesivi laterali con la scritta "Electronic" completano la nascita di questo modello, tra i più amati grazie alle sue caratteristiche di agilità, potenza ed estetica riuscita. Resterà in produzione fino al 1982.